UN GIOCO, IN UNA GRANDE FAMIGLIA..

  Per chi volesse prima di inoltrarsi nella descrizione ed esemplificazione delle regole dei giochi praticabili con i mazzo di Tarocchi Siciliani, inquadrare un po' questi giochi nel più generale mondo i giochi di carte, può trovare utili le seguenti note.

 

Giochi di presa semplice e di presa a punti: analogie e differenze

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  I giochi praticati ancora oggi con mazzi di carte di Tarocchi sono una famiglia molto ampia e variegata, presente in giro per l’Europa, ed appartenente alla tipologia, per lo più definita secondo le denominazioni moderne, dei giochi di presa a punti (point-trick taking game in inglese; così fa' John McLeod, creatore ed editor del sito di riferimento per i giochi di carte www.pagat.com, cui si devono parte delle informazioni di seguito riportate).

  Questi tipi di giochi differiscono dai giochi di presa semplice come il Whist e il Bridge, giocati con i mazzi standard non di Tarocchi, innanzi tutto per l’aspetto principale legato allo scopo del gioco, e cioè che in questi ultimi a contare ai fini della vittoria è solo il numero di prese, mentre nei giochi di prese a punti, come i Tarocchi appunto, non contano in modo preponderante il numero di prese effettuate, ma soprattutto i valori di punteggio acquisiti grazie ad alcune carte speciali insieme ai punti attribuiti da ulteriori premi o bonus connessi alla realizzazione dell’ultima presa o ad altri impegni assunti in merito a combinazioni particolari di carte da possedere alla fine tra le proprie.

 

Le analogie fondamentali sono invece alcune regole relative al meccanismo base di gioco:

- le carte sono giocate appunto in “prese”;

- una presa è costituita dalle singole carte giocate da ogni giocatore in risposta a quella di apertura scesa a sua scelta dal primo;

- ad aprire la prima presa è o il dichiarante cioè colui che ha assunto l’impegno solitamente più oneroso nei giri di dichiarazioni o annunci se previsti, o il giocatore alla sua destra (considerando che quasi sempre si gioca in senso antiorario) e in qualche caso il giocatore alla destra del mazziere;

- la carta più alta giocata vince la presa e il giocatore la pone nella sua pila delle prese; se sono state giocate briscole vincono ovviamente sugli altri semi, e la più alta in gioco vince la presa;

- il vincitore della presa apre la seguente.

 

Invece le ulteriori tre differenze fondamentali, oltre al già citato ruolo preponderante nella vittoria dei punti conquistati con carte speciali, tra un gioco di presa giocato con un mazzo standard ed un gioco di presa a punti, ed in particolare con uno giocato con un mazzo di tarocchi sono:

- nei primi il ruolo di briscola o atout può essere ricoperto da uno dei quattro semi standard a seguito di una scelta casuale o effettuata da un giocatore che la ha “conquistata” dopo uno o più giri di licitazione (contrattazione o offerta secondo le terminologie usuali);

- ogni giocatore, in entrambi i tipi di giochi, deve seguire il seme se può (giocare una carta dello stesso seme di chi ha aperto la presa); tuttavia, nei giochi con i Tarocchi, diversamente dai giochi di presa senza punti come Whist o Bridge, un giocatore che non può seguire il seme deve giocare un trionfo se lo possiede, anche se così facendo non può vincere la presa;

- nei giochi con i Tarocchi in molti casi dalla distribuzione restano delle carte chiamate globalmente monte; esso viene assegnato usualmente al giocatore che prende l’impegno più gravoso nel giro di offerte, che deve poi scartare un analogo numero di carte prima di cominciare la smazzata effettuando il cosiddetto scarto; solitamente questo sarà comunque assunto tra le sue prese alla fine della smazzata.

 

Chiarita questa prima distinzione può essere utile esemplificare una selezione delle famiglie di giochi appartenenti alle due categorie, tra quelli più noti in Italia, documentata sulla base della catalogazione fatta da John McLeod:

GIOCHI DI PRESA SEMPLICE GIOCHI DI PRESA A PUNTI

GRUPPO DEL WHIST (Whist, Oh Hell)

GRUPPO DEI TAROCCHI

GIOCHI SENZA BRISCOLE (Piquet)

GRUPPO DEL MANILLE

GIOCHI CON BRISCOLE (Ecarté, Euchre)

GRUPPO DELLA TRAPPOLA (Coteccio di Trieste)

GRUPPO DELL'HOMBRE

GIOCHI ASSO-DIECI (in Italia Asso-Tre, come Briscola e Madrasso)

GRUPPO DEL BOSTON (Solo Whist, Bridge)

GRUPPO DEL TRESSETTE (Terziglio-Calabresella, Mediatore)

La portata del ruolo della famiglia di cui ci stiamo occupando è sicuramente notevole nella storia dei giochi di carte.

 Secondo Dummett e MC Leod la famiglia dei Tarocchi, non è infatti una qualunque, infatti si può considerare sotto diversi aspetti, la più grande. È infatti, oltre che molto antica, molto diffusa nelle sue svariate forme e giocata in quasi tutti i paesi europei, multiforme e ricca di varianti; è ancora fonte di sviluppo dei giochi di carte in generale, in particolare di quelli che da essa hanno preso l’idea di “briscola”, ma anche per alcuni meccanismi di licitazione e di gioco di molti altri (vedi Tressette, Terziglio e Mediatore in Italia ).

Infine è soprattutto la famiglia dei giochi pensati con più grande fantasia per mettere alla prova abilità strategiche.

 

Giochi con i Tarocchi: caratteristiche base

Andando a stringere il cerchio è utile a questo punto inquadrare le caratteristiche comuni di un normale mazzo di Tarocchi, rispetto al quale quello dei tarocchi Siciliani costituisce una ulteriore variante abbastanza specifica e diversificata.

 

Un normale mazzo di Tarocchi comprende normalmente:

- quattro semi che possono essere per lo più francesi o italiani con tutte le carte numerali dall’Asso al 10 e 4 figure o carte vestite, Fante, Cavaliere, Regina e Re;

- una serie di 21 carte speciali che hanno il ruolo di briscole, dette Trionfi

- una ulteriore carta speciale detta Il Matto o il Folle o La Scusa (Il Fuggitivo o meglio ‘U Fujutu nei soli Tarocchi Siciliani).

 

Le caratteristiche distintive tra i vari tipi di giochi coi Tarocchi, alla base della classificazione fatta da Dummett, sono invece sostanzialmente due:

- il ruolo della carta del Matto che nel ruolo originario, tanto da essere definito classico in vari testi, è quello di “Scusa” cioè di carta che in qualunque momento può essere giocata al posto di seguire il seme o il trionfo, ma che in pratica fa quindi perdere o meglio rinunciare alla presa stessa; diversamente, e in pratica nei giochi nati a partire dal 1800 e sviluppatisi nell’Europa centrale, il ruolo del Matto è stato modificato in quello di Trionfo di valore di presa più alto (come se fosse numerato col 22) al di sopra del Trionfo n.21;

- il valore di punteggio dei trionfi, cui viene attribuito il ruolo di carta speciale di valore: vengono denominati con valore di punteggio normale quei giochi dove è attribuito un valore di punteggio massimo (usualmente 5 punti) a solo tre Trionfi e cioè al n.21, al n.1 ed al Matto; vengono classificati a parte i giochi che invece hanno altri Trionfi oltre i tre normali cui vengono attribuiti alti valori di punteggio.

Su questa base Dummett e McLeod classificano i giochi, e di conseguenza li presentano nei loro libri, come esplicitato nella Tabella seguente:

 

 

VALORE DEI TRIONFI

 

 

Normale

Con altri trionfi di alto valore

RUOLO DEL MATTO

Come “Scusa”

TIPO II 

T. Francesi

T. Danesi

Troccas (Svizzera)

T. Piemontesi

T. Lombardi

TIPO I

T. Ferraresi

T. Bolognese

Minchiate Fiorentine

T. Romani e Napoletani

T. SICILIANI

Come Trionfo più alto

T. Ungheresi

Konigrufen (Austria)

T. Tapp (Austria)

T. Sloveno

Taroky (Rep.Ceca/ Slovacchia)

Cego (Baden)

T.Rumeno

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Per quanto riguarda i giochi praticati oggi in Italia, solo nei Tarocchi piemontesi abbiamo ancora un mazzo “intero” composto da 78 carte, con la sequenza completa delle carte di seme dall’Asso, due, tre, ecc.. fino al Re.

 

Sia i Tarocchi Bolognesi che quelli Siciliani adottano invece un mazzo ridotto, per il quale in entrambi i casi si potrebbe di conseguenza usare la denominazione di “tarocchini”, rispettivamente a 62 e 63 carte. Questa riduzione, veniva attuata storicamente per velocizzare la possibilità di taglio, cioè l’uscita di trionfi sul gioco di un seme qualunque, per esaurimento delle carte dello stesso da parte di un giocatore, e soprattutto per facilitare il gioco a tre, limitando il numero delle carte iniziali. Ancora ai tempi di Villabianca nel 1700 si utilizzava certamente almeno per il gioco a 4 un mazzo completo di 78 carte, e si attuava la riduzione a 63 carte per il gioco a 3. Proprio alla maggiore applicazione e diffusione del gioco a tre si deve probabilmente il fatto che da un certo momento in poi si cominciò a produrre solamente il mazzo ridotto, come quello attuale.

 

Quindi, a questo punto dovrebbe essere abbastanza chiaro che, nel presentare le regole dei Tarocchi Siciliani, ci stiamo occupando in realtà di una variante, piuttosto tarda rispetto alla nascita dei primi giochi (nata e sviluppatasi dal 1600-1663 e quindi ad oltre 200 anni dalla nascita dei primi mazzi). Come tale essa non può che manifestare, un po’ in tutte le sue ulteriori varianti, tutte le caratteristiche di una evoluzione, completa di varie modifiche o semplificazioni.

 

 Nelle forme più antiche ed originarie il gioco nasceva quasi sicuramente come una forma di Gallerini, cioè del gioco delle Minchiate fiorentine, per un verso semplificata (nel numero di carte e nella probabile tipologia di Virzicoli, cioè di combinazioni di carte particolari che, se possedute e dichiarate (accusate) inizialmente attribuivano punteggi extra) e per l’altro arricchita di nuovi elementi (i vari annunci di “impegni” o intenzioni di realizzare certe combinazioni o l’ultima presa sotto certe condizioni).

 

In alcuni casi, nelle sue forme più recenti presenta invece tutta una serie di ulteriori arricchimenti, specie nelle fasi di distribuzione o di dichiarazione o formazione di coppie, in alcuni casi probabilmente ispirati più di recente da altri giochi, che ne fanno un particolarissimo e multi sfaccettato mosaico, contenente al suo interno, in una cornice unica ed equilibrata, giochi diversi.

 

Tanto per rendere l’idea ci piace richiamare la definizione per analogia che si diverte a dare Giampaolo Dossena alla voce Tarocchi della sua Enciclopedia, quando dice: “tutti i giochi di Tarocchi assomigliano a un Tressette incrociato con la Briscola, secondo regole estremamente complesse”; nel caso dei Tarocchi siciliani gli ignoti autori più recenti si sono spinti, ad esempio nel Tarocco di Calatafimi, a prevedere una ultima possibilità di creazione delle coppie con un meccanismo di chiamata che ricorda la Briscola in 5 con regole particolari.

 

L’assetto generale delle regole è invece nelle forme più recenti analogo a quello del Tarocco Piemontese; per questo è interessante, ove possibile, rilevare le analogie con esso; le regole dei Tarocchi piemontesi sono infatti più facili da reperire in repertori o enciclopedie di giochi e possono costituire un primo approccio ai giochi con le carte dei Tarocchi o fornire diversamente un repertorio di varianti interessanti da studiare.

ULTIME DAL BLOG!!

mar

14

ott

2014

TRIONFO BAROCCO A MILITELLO VAL DI CATANIA

Il Consiglio Direttivo dell'Associazione è felice di annunciare a tutti i Soci ed a tutti quelli che avranno piacere di venire a passere un po' di tempo con noi, che con uno sforzo non indifferente proveremo a divulgare la conoscenza del piccolo patrimonio di cultura e tradizione costituito dal nostro gioco, nel perfetto spirito del nostro scopo associativo, nell'ambito dell'evento di tradizione e folklore che ormai da 24 anni si svolge nella splendida Militello, patrimonio dell'Unesco, con la denominazione di Sagra della Mostarda e del Fico d'India.

L'Amministrazione comunale ha aderito alla nostra proposta mettendo a disposizione i locali del bellissimo Palazzo Laganà-Campisi sede della Biblioteca e dell'Archivio Storico Comumunale, nonchè del Museo civico "Guzzone".

Una piccola mostra al piano terra nei locali della sala lettura, introduce con un percorso di piccole tracce, alla scoperta della "vera" storia dei Trionfi o Tarocchi, e dell'arrivo in Sicilia del mazzo e del gioco che vi si praticava, fino ad accennare agli svariati giochi che ancora oggi, sebbene a rischio di "estinzione" vengono praticati in alcuni paesi siciliani, ma anche in Italia e in Europa (Francia).

Al primo piano in una splendida terrazza affacciata sul panorama e sui tetti della città o in una altrettanto splendida saletta all'interno, si ripeteranno mini-corsi sulle regole del gioco e tavoli di pratica assistita.

Nei giorni di Sabato 18 e domenica 19, alle ore 18:00, si terranno due piccoli ma speriamo significativi eventi.

Sabato 18 ci sarà un breve Reading Poetico, che vedrà svilupparsi, sulla traccia di filo sequenziale costituito dai "Trionfi" dei Tarocchi Siciliani e dei loro archetipi personificati, le splendide ottave in vernacolo siciliano in rima del poeta menenino Paolo Maura, che meriterebbe una fama ed uno studio a tutti i livelli per la semplicità e insieme la grandezza del suo messaggio di vita che si può perfettamente riassumere in quella "speciale disperazione" evocata da De Andrè nella sua "Smisurata Preghiera": "Ricorda signore questi servi disobbedienti alle leggi del branco, non dimenticare il loro nome, che dopo tanto sbandare, è appena giusto che la fortuna li aiuti". Maura visse sulla propria pelle, nelle sue vicende private e pubbliche il segno del secolo XVII. Periodo che ci narra storie di soprusi del potere, delusioni private, tragedie pubbliche (il terremoto del 1693), che un siciliano, di qualunque secolo, dovrebbe ancora imparare a riconoscere ed essere pronto reagirvi. Il tutto con il racconto parallelo di una piccola "Ballata del Fujiuto" frutto di una piccola idea poetica composta in italiano, che Carlo Blangiforti, appassionato e preparato animatore culturale di Mineo, ha saputo a mio parere,  con semplicità reinterpretare e "vestire" non solo della lingua di Maura, ma in maniera credibile e teatrale, del "personaggio" Maura.

Domenica 19, alle ore 18:00, sarà l'occasione della presentazione di un piccolo libro o manuale introduttivo, che prova a fare un piccolo rispettoso passo sulle orme di Michael Dummett, riproponendo per brevi cenni la battaglia di verità del filosofo inglese contro la "falsa storia" dei Tarocchi quali strumento occultistico e divinatorio e presentando le regole generali dei giochi siciliani, e quelle particolari seguite a Mineo, in una forma testuale e grafica maggiormente finalizzata alla conservazione e divulgazione del gioco giocato. Il libro si intitola "I Tarocchi Siciliani di Mineo - Piccolo manuale con esempi e cenni di strategia di gioco" ed è stato stampato nella collana "I Quaderni del Centro", a cura del Centro Culturale Permanente Paolo Maura di Mineo, come frutto del lavoro di studio, ricerca e sintesi, che in parte era confluito già in questo sito a partire dal 2012, svolto da Salvatore Bonaccorsi col supporto dell'Associazione Gioco Tarocchi Siciliani - Michael Dummett.

Nell'occasione sono stati invitati i rappresentanti delle Amministrazioni comunali e delle Proloco dei paesi interessati, nella speranza di poter avviare sin d'ora un dialogo finalizzato alla presa di conoscenza della peculiarità e specificità culturale costituita da un gioco popolare dalla storia così antica, e delle possibilità che potrebbe offrire (perchè chi non sogna non vive!) un riconoscimento quale patrimonio culturale immateriale da parte dell'Unesco.

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